Giove luglio 2007 Celestron C11
Hubble heritage images
Giove è il pianeta che preferisco osservare e fotografare, è grande anzi immenso, il suo diametro è circa un decimo di quello solare e nonostante sia sempre più lontano della nostra stella, le sue dimensioni ragguardevoli ne fanno un bersaglio facile. Inoltre questo gigante muta in continuazione...il suo aspetto burrascoso è dovuto alla sua incredibile metereologia, ruota in poco meno di 10 ore su se stesso ed emette più energia di quella che riceve dal sole. La sua energia viene dall'interno infatti Giove ha un nucleo molto caldo.
In realtà su questo gigante, non vi è una superficie solida quale la intendiamo noi, anche i nostri oceani hanno la crosta terrestre a supportarli, la sua spessa atmosfera gassosa arriva alla superficie di un oceano di idrogeno liquido profondo migliaia di chilometri ed in virtù della enorme pressione sovrastante cambia il suo stato fisico in idrogeno allo stato metallico e più giù in un incubo di pressione crescente, icontriamo un probabile oceano di elio, verso il "piccolo" nucleo di elementi più pesanti alla temperatura di quasi 70.000 gradi centigradi....Giove è gassoso come una piccola stella mancata, più simile ad una nana bruna che ad un pianeta terrestre.
Pur avendo delle dimensioni rimarchevoli, nell'immagine telescopica, Giove non sopporta molto gli alti ingrandimenti, è elusivo e cela i suoi tesori agli inesperti.
Potreste guardare attraverso l'oculare di un telescopio con un ottica eccellente in una serata di buon seeing e rimanere un pò delusi nelle aspettative, ma se siete allenati e ci avete "fatto l'occhio" noterete una molitudine di dettagli di questo interessante pianeta sempre circondato dai suoi innumerevoli satelliti, ad oggi ne conosciamo 63. Quattro sono sempre visibili (tranne quando sono in eclisse). Chi di voi ha visto il film
Pitch Black probabilmente ricorda la scena del passaggio dal giorno al buio totale con la scena del gigante inanellato in congiunzione con la sua stella....ebbene quella scena sulle lune di Giove si ripete ogni poche ore per le più interne all'orbita.
Questo è il polo sud di marte ai primi di ottobre 2003, lo scioglimento o meglio sublimazione dei ghiacci procede con l'avanzare dell'estate marziana...immagini webcam - Mak zen 8". Il pianeta è volutamente da me oscurato per permetterne la difficile visione
Cliccando l'animazione qui sopra, il link vi porterà alla pagina introduttiva sui pianeti dove troverete una rappresentazione descrittiva delle dimensioni di scala dell'universo.
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E' proprio quì il problema, ma anche il grande stimolo a navigare in questa marea di possibilità con un budget che preveda un menage familiare e le nostre passioni.
Questo spiegamento di telescopi che fanno parte della mia attuale configurazione amatoriale, però, è il frutto di anni di piccoli investimenti e di parecchie "occasioni".
Ho iniziato nel 1994 con il tubo ottico usato del
Celestron C11, al quale ho affiancato la Losmandy G11.
Avendo sempre desiderato un Celestron le mie aspettative erano, è il caso di dirlo, alle "stelle", l'ottica era a posto, buona immagine intra ed extra focale. Mi aspettavo di rimanere senza fiato guardandoci l'universo...venivo da anni di astinenza, ma un buon telescopio lo avevo avuto, un robusto e spartano Newtoniano da 20 cm F6 con una ottima ottica Marcon ed una massiccia montatura in ghisa. Lo vendetti a 25 anni per bisogno di quattrini - da mangiarsi le mani -, comunque all'inizio rimasi deluso ed è chiaro che lo sia stato. Il C11 è uno strumento formidabile ma va molto ben acclimatato e collimato e... poi c'è il seeing, un ottica da 11 pollici è molto più esigente di un 8 pollici...Roma è inquinata e spesso il seeing fa "schifo". Lo portai in Abruzzo sulle pendici del Sirente e qui il Celestron dimostrò di essersi guadagnato la buona fama che tuttora casa madre ha. Il rifrattore da 5" è un esemplare fortunato della discussa serie ED Apo della Meade (molti si lamentarono del disallineamento del doppietto imputandolo ad uno sbaglio di progettazione della cella) l'immagine è secca e il cromatismo contenuto. Il C5+ non ha bisogno di commenti è forse il telescopio portatile per eccellenza e l'ottica è "out-standing".
T H I R D P L A N E T
2005 la stazione spaziale transita di fronte a Giove...una fortunata ripresa con la webcam (Vesta Pro) al fuoco del Maksutov da 10 pollici. Del tutto fortuita l'apparizione della stazione spaziale mi ha colto di sorpresa. Evento davvero raro e relativo alla mia posizione sulla terra, sarebbe bastato uno spostamento di un centinaio di metri e questo non sarebbe stato possibile...non vincerò mai alla lotteria, ma un piccolo dono la "mia" astronomia me lo ha davvero fatto.
Al giorno d'oggi abbiamo di tutto a nostra disposizione, ccd sofisticatissimi, filtri e gruppi ottici con vetri rari, sistemi di puntamento satellitari sistemi remotati ove il computer di casa con noi davanti al monitor fotografa in digitale da un sito ove il seeing è ottimale e magari da noi stà piovendo...tanto è vero che l'astrofilo dilettante arriva alle calcagna dei professionisti ad in taluni casi diventa un "semi-pro".
Scordiamoci la fotografia tradizionale, quella che oggi verrebbe definita analogica, la camera oscura è ormai nel passato, oggi un Photoshop-alike fa di più (ed anche troppo se ci lasciamo calcare la mano).
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Last update 21/09/2009